Andrea Herholdt


Il primo approccio al mondo dell’equitazione di Andrea stato, come ci racconta, quasi per gioco circa allet di 11 anni; fino a quando nel 1994 prende la patente A2 e disputa le prime gare agonistiche con i ponies, presso il centro ippico del parco di Monza. Il primo risultato importante lo consegue dopo lo spostamento al Centro Ippico di Villa Santa, in occasione dei Campionati Italiani Under 13 del 1995. In meno di due anni la sua grande passione lo porta a passare dai ponies ai cavalli. Un cambiamento di categoria che comport unulteriore novit per Andrea che consisteva nel diventare allievo di Antonio Vitali. Il cavallo al quale pi affezionato per motivi sia agonistici sia affettivi JAMIRA, uno splendido esemplare olandese di 10 anni. Il binomio Andrea/Jamira si decisamente rivelato vincente, tanto che numerosi sono stati i risultati ottenuti: nel 1998 il successo ai Campionati Italiani Junior a Marina di Castello, l’anno successivo la conquista del nono posto agli europei juniores in Svizzera fino ad arrivare al 2000 conseguendo il loro miglior piazzamento con il 4 posto agli Europei Junior. Tuttavia questo binomio non lunico che fa parte della storia agonistica di Andrea, occorre anche ricordare il lavoro svolto con Elitis. Si tratta di un’esperienza molto recente che si formata in occasione della partecipazione al Circuito del Sole disputato in Spagna, oltre che durante le prove del circuito grandi eventi in Italia. Oltre a Jamira ed Elitis della storia dei cavalli con cui Andrea ha gareggiato ci piace ricordare anche il binomio con Eh Bien Gomery (da ver). Andrea considera il proprio cavallo “un compagno di avventura” non un semplice mezzo per conquistare un risultato o raggiungere un obiettivo. La costruzione del binomio riveste dunque un’importanza particolare, che richiede molto lavoro sia per la preparazione della gara sia per instaurare il giusto feeling.

LA GARA

La preparazione alla gara si effettua prevalentemente in maneggio, in concorso impensabile svolgere qualsiasi altra attivit oltre al riscaldamento e a qualche salto per mettere attento il cavallo. Differentemente in gara il ruolo dell’istruttore diventa fondamentale: il punto di riferimento per consigli, per perfezionare le difficolt tecniche e per spronare il proprio allievo ad impegnarsi. Andrea ci confessa che davanti ad una difficolt in gara non ha molto tempo per pensare, le nozioni da tener presente sono numerose e cos spesso si affida al proprio intuito e all’esperienza. La componente pi delicata durante un concorso la concentrazione, se non riuscisse ad isolarsi e di conseguenza focalizzare le sue idee si dimenticherebbe il percorso o avrebbe dei dubbi sul fatidico suono della “campanella”, per questo motivo chiede spesso se suonata proprio per evitare l’eliminazione dalla gara!!

IL RAPPORTO CON L’ISTRUTTORE

Andrea descrive il suo istruttore schiettamente, elencando sia i pregi sia i difetti. E’ il suo punto di riferimento tecnico per eccellenza, e per questo motivo accetta consigli unicamente da lui. Il nostro giovane cavaliere dimostra una tale fiducia in Antonio che alla domanda: “che consiglio chiederesti al tuo cavaliere preferito?” risponde: “nessuno, mi fido ciecamente del mio istruttore, solo lui in grado di guidarmi”. (Per onore di cronaca il cavaliere italiano preferito Gianni Govoni). Da parte sua, listruttore conosce tutto di Andrea, le abitudini, i suoi difetti, gli stati d’animo, gli obiettivi agonistici, piuttosto che le difficolt con quel determinato cavallo. Proprio per questo insieme di fattori sa come gestire Andrea nei momenti delicati, arrivando anche a riprenderlo a volte in maniera brusca sapendo tuttavia di ottenere cos una reazione positiva da parte del suo allievo.

I SACRIFICI E LE SODDISFAZIONI

Come abbiamo pi di una volta rilevato anche per Andrea l’agonismo comporta una serie di rinunce per quanto riguarda la sua vita sociale. Il suo costante impegno lo porta talvolta ad uscire poco con gli amici, o ad una serata in discoteca proprio perch al mattino la sveglia per l’uscita in concorso all’alba. Quando discutiamo dei sacrifici il pensiero di Andrea anche per i genitori che lo sostengono economicamente e moralmente. La vita agonistica sempre in ascesa ha riservato inoltre un momento di crisi, tra laltro molto recente. Proprio al ritorno dal Circuito del Sole Andrea non ha raccolto i risultati sperati come in altri concorsi ed allora ripensando ai sacrifici, alle rinunce, la sua mente stata attraversata da pensieri grigi come quello che non arriver mai da nessuna parte oppure di prendersi una pausa di riflessione. Fortunatamente per dopo un paio di giorni la mancanza dei suoi cavalli inizia a farsi sentire, proprio come se fosse privato di qualcosa. Allora ricomincia tutto come prima. Si pu dire quasi che l’input sgorghi proprio dalla passione e dalla voglia di “montare i propri cavalli”. Andrea ci confessa che la sua maggiore soddisfazione stata la conquista del 4 posto agli Europei. Un risultato che fonde insiemegioia ed amarezza. In cinque giri di coppa delle Nazioni il binomio Andrea/Jamira ha fatto solo due errori, il primo al primo giro per mezzo centimetro sulla riviera ed il secondo sull’ultimo salto dell’ultimo giro. Si pu definire sfortuna? Personalmente riteniamo che ottenere un risultato in questo modo rappresenti un ottimo trampolino di lancio, oltre che essere la conferma che Andrea un campione dalle molte potenzialit che se assistito da un pizzico di fortuna in pi non esiter a raccogliere sempre pi glorie!

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