Laura Conz


Descrivere un talento naturale come quello di Laura Conz non impresa semplicissima e soprattutto non cosa da tutti i giorni avere l’onore di incontrare un personaggio cos brillante del firmamento sportivo italiano. Avremmo potuto esordire parlando dei suoi nove titoli di Campionessa Italiana, delle sue innumerevoli partecipazioni ai Campionati Europei, della sua presenza ai Giochi Olimpici di Barcellona oltre che descrivere la sua maestria nella disciplina del dressage. Invece lo scopo di questo nostro articolo quello, oltre che esaltare le doti di amazzone di Laura, di raccontarla anche nel quotidiano per dar modo a tutti di comprendere quanto limpida sia la nostra protagonista. Padre veneto e madre emiliana, fin da piccola stata abituata a viaggiare per cui risulta pi facile parlare di lei come cittadina del mondo. Ed proprio grazie a questa sua grande capacit di vivere al meglio ogni situazione, che oggi ci troviamo di fronte ad una persona allegra, cordiale ed estremamente ospitale; tutte qualit che smentiscono categoricamente quell’appellattivo di “tedesca” che spesso abbiamo sentito abbinare al suo nome. Una vera signora del dressage con la quale abbiamo trascorso una fantastica giornata ammirando i suoi bellissimi cavalli: tant’ che a “Le Baragge” ci siamo sentite come a casa! Nata con la passione dei cavalli, il primo ricordo di Laura risale all’infanzia, quando le fu offerta la possibilit di fare un giro su un pony ai giardini di Porta Venezia a Milano, sua cittadina natale. Ancora oggi mentre lo racconta, risulta chiaro come sia indelebile il ricordo di quel momento, tanto che riaffiorano particolari tenerissimi come quello del manto morbido di quell’animale sulle sue gambe. Da quel momento si sono susseguite come in un vortice le scuole, i corsi ed anche i primi concorsi, tutto compiuto con uno scopo ben preciso, quello di dar corpo ad un sogno: le Olimpiadi. Per Laura il lavoro con i cavalli non ha quindi mai rappresentato un sacrificio, il tutto invece stato sempre vissuto come un vero e proprio privilegio, un lavoro che combacia con una passione non certo cosa che capita a tutti e per questo si ritiene estremamente fortunata. La sua una gioia palpabile, che accende i suoi discorsi ed illumina il suo sguardo mentre parla della sua vita trascorsa con questi splendidi animali. Dunque infinite sono le soddisfazioni provate che hanno di certo in qualche modo mitigato le piccole delusioni, che come Laura stessa precisa, non sono mai derivate dai cavalli, ma dal riconoscere i propri limiti, cercando di superarli non sempre riuscendoci. Il suo pi grande risultato indubbiamente laver riportato allagonismo LAHTI, uno splendido esemplare tenuto forzatamente lontano dai campi a causa di un infortunio. Laura racconta che il sentire un cavallo muoversi bene, il vederlo compiere perfettamente qualsiasi figura dai cambi di galoppo ad un tempo allalt, le trasmette una grande soddisfazione che la ripaga di tutte quelle piccole frustrazioni che fanno parte del quotidiano. Ogni cavallo che ha avuto lopportunit di montare le ha provocato unemozione nel bene o nel male ed ognuno di loro ha saputo ritagliarsi un posto nel suo cuore; per questo Laura ricorda KING JAKE, un cavallo che ha avuto per poco tempo ma che le ha dato le emozioni pi forti in completo e MANDUR, un altro fantastico esemplare con tutti i numeri per poter arrivare in alto.In una carriera costellata di innumerevoli soddisfazioni, Laura riconosce anche gli errori. Si tratta di passi falsi che le hanno comunque permesso di crescere, ammettendo che, se avesse lopportunit di tornare indietro col tempo, forse percorrerebbe altre strade, non per rinnegare il compiuto, quanto piuttosto per vivere altre esperienze. Parlando poi della situazione attuale che la disciplina equestre sta vivendo in questo momento in Italia Laura ci confessa che desidererebbe un radicale cambiamento di mentalit: giusto incominciare a considerare i cavalli dei veri e propri atleti alla stregua di tanti altri Paesi. Tutto questo supportato dal fatto che chi fa sport non sempre valuta in maniera corretta la loro preparazione atletica, il loro sviluppo muscolare ed il loro stato nutrizionale. Continuando nel discorso Laura ammette con piacere che il dressage in Italia sta crescendo quantitativamente ed certa che con il tempo crescer anche qualitativamente.Lunica mancanza che bisogna riconoscere rappresentata dalla ridotta promozione delle numerose manifestazioni. Allestero le riprese con musica (KUR) hanno la capacit di avere un vasto seguito focalizzando lattenzione dellopinione pubblica verso questa disciplina. Molte persone ammirano i cavalli che ballano con la musica anche in mancanza di una vera e propria cultura equestre. Questo tipo di gara rappresenta il futuro: Europei, Mondiali e le stesse Olimpiadi hanno gi inserito questo tipo di prova. In Italia da qualche anno sono state introdotte categorie con musica anche a livello juniores, ottenendo buoni risultati in quanto riescono ad avere un discreto numero di partecipanti. Laura racconta che una KUR nasce a tavolino, studiando e valutando i limiti ed i pregi del cavallo, da questo poi si passa alla prova sul campo prendendo i tempi e filmando tutta la ripresa, e solo a studio compiuto si passa alla scelta delle musiche. Quando la nostra protagonista prepara una KUR importante, lavora a stretto contatto con Claudio Gabbiani, maestro nelle coreografie con il quale valuta le musiche pi adatte e ne esegue tagli e montaggi. Un buon cavallo da dressage oltre ad avere buone andature ed una corretta conformazione fisica, deve avere insito listinto del guerriero: i cavalli devono combattere per te nel caldo per permetterti di finire un Gran Premio, devono lottare per tirare fuori i piedi dal fango, devono essere sicuri di se stessi, dei compagni che si sentano re per permettere a te di diventare una regina. Per quanto riguarda Laura Conz nella parte di istruttrice, dobbiamo dire che suo desiderio che i suoi allievi si lascino da lei plasmare fiduciosi che la strada che si sta percorrendo quella giusta. Dal canto suo un buon istruttore dovrebbe possedere una buona dose di curiosit ed ambizione personale, per essere sempre spinto ad approfondire e migliorare le sue conoscenze. I cavalieri per i quali prova una grande ammirazione sono numerosi, sottolineando che tutti coloro che sono in grado di interpretare al meglio un cavallo e che nel contempo seguono unetica equestre, sono degni del massimo rispetto oltre che continua fonte di apprendimento. E per questo motivo che parla di MARK TODD ricordando le sue due vittorie olimpiche consecutive in completo con lo stesso cavallo a testimonianza dellincredibile preparazione atletica di questo soggetto, di NICOLE UPHOFF e la sua destrezza nel montare e gestire Rembrandt, un insieme di genio e sregolatezza, e ISABELL WERTH di cui ammira la grinta e la determinazione nellaffrontare le competizioni. Al termine della chiacchierata, durante la quale purtroppo il tempo volato, Laura ci fa unultima confidenza. Tutto quello che e che riuscita ad ottenere non solo merito suo ma lo deve anche alla splendida famiglia che ha sempre assecondato questa sua folle passione. Tutti i componenti del Clan Conz sono sempre stati presenti, a volte nellombra, a volte facendo sentire la propria opinione, ma sempre avendo negli occhi non solo la Laura figlia e sorella, ma anche donna, amica, atleta e aggiungiamo noi campionessa! Per concludere Laura ci confida il suo sogno nel cassetto: vorrebbe imparare a montare bene a cavallo..le dobbiamo credere????!!!!?? 26/04/01

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